Il logo è quel segno grafico che identifica una realtà aziendale:

fai in modo che il tuo sia un segno di successo, affidabilità e garanzia.

Un accurato studio grafico è da sempre la parte di partenza per definire la strategia di branding.

Il logo è la base di tutta l’immagine coordinata aziendale che deve necessariamente rappresentare l’identità professionale del proprio lavoro.

Ma come nasce un logo?
Prima di tutto il logo può essere composto da due parti essenziali: il naming e il marchio, o simbolo grafico. Il naming, ossia letteralmente “denominazione”, spesso viene sottovalutato ma ha un’importanza molto rilevante e, prima di procedere con la realizzazione grafica dell’intero logo, è bene dedicare il giusto tempo alla sua individuazione.
Il marchio, a sua volta, è la parte simbolica che accompagna il nome del brand, dove solitamente si concentra la maggiore attenzione nella fase creativa.

Scegliere in modo attento il nome della propria azienda, società, associazione: aspetto determinante per il successo dell’attività di branding.

Nell’individuare il naming i punti fondamentali da tenere in considerazione sono: lunghezza, suono, significato.

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Lunghezza del naming

A seconda della tipologia di attività che si deve brandizzare, è importante definire la lunghezza ideale del nome del logo.
In alcuni settori la scelta vincente può essere quella di usare 3 o 4 lettere, in altri, invece, usare parole composte, allungando la scritta del naming ma conferendo maggiore importanza e prestigio (ad esempio, nel caso di un professionista, si può propendere per usufruire direttamente di Nome e Cognome, invece che identificare una sigla o un brand).

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Suono del nome del brand

È più facile ricordare il suono di una parola o la sua lettura visiva?
Tendenzialmente la maggior parte delle persone ricorda meglio il suono. Ecco perché nella scelta del nome bisogna porsi delle domande: “suona bene?” “è facile da ricordare?”
Sembra una considerazione banale o superflua ma il ritmo della parola, o parole, del naming aiuta a far memorizzare il brand e può essere sfruttato per associare un payoff assonante.

Significato nel nome del logo

Assegnare o meno un significato al naming è facoltativo.
Ci sono diversi fattori da tenere presente prima di propendere per una o l’altra scelta.
Si può decidere se dare un nome con un significato esplicito e diretto, se far intendere un significato sottile di analogia con il tipo di lavoro che si offre, se conferire un significato del tutto diverso dall’attività ma che rappresenti il soggetto, oppure decidere di costruire un naming senza alcun significato specifico.

Studiare e realizzare il marchio:
la parte grafica del logo che rafforza lo scopo del naming.

Una volta identificato il naming, giunge il momento di concretizzare l’aspetto grafico del brand.
La parte visiva può concentrarsi solo sul lettering, scegliendo un font adatto al target di riferimento, elaborando la scritta stessa e selezionando la gamma colore da utilizzare.

In alternativa si può elaborare un simbolo grafico da affiancare al naming per rafforzarne il significato, per aiutare a memorizzare il brand ovunque.
Il simbolo, o elaborazione grafica, può diventare anche la parte preponderante del logo, lasciando al naming uno spazio ridotto, o viceversa.

Tutte queste decisioni vanno ponderate con minuziosa attenzione, dopo un’analisi della storia del cliente, del target di riferimento e della “personalità” che si vuole far trasparire con il brand.

Un logo efficace nasce da singoli ingredienti che vanno sapientemente mescolati assieme, aggiungendo una buona dose di creatività e gusto!

Affidati a chi saprà rappresentarti con stile!

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